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La Salvezza dell'Italia e dell'Europa passa dalla stessa Europa!

Il nuovo presidente del consiglio Mario Monti, da convinto europeista, è tornato a parlare d'Europa con i 2 Leader europei che oggi come ieri contano di più e cioè La Cancelliera Merkel e Sarkozy, dando all'Italia quel ruolo europeo di primo piano e quella credibilità istituzionale che negli ultimi anni era mancata, per scarsa credibilità internazionale dei suoi predecessori. Ha anche ripreso il dialogo con i Capi delle Istituzioni europee, dando garanzie sul da farsi in Italia e ha rinverdito la speranza per l'avvenire. L'Europa è e sarà il nostro comune destino e la nostra "casa comune", se vorremo sopravvivere alla crisi finanziaria e all'inarrestabile processo di globalizzazione in atto e tutta la classe politica italiana dovrebbe prenderne atto con azioni comuni e proposte che ne tengano conto, se vogliamo dare un futuro al nostro Paese. Ci sono personaggi di primo piano che esprimono dubbi e sono critici nei confronti dell'Europa e della moneta...

Finalmente un nuovo governo!

E' un governo tecnico o politico quello di Mario Monti? Alla domanda sollevata, più per strumentalizzazione che per necessità, soprattutto dalla parte che ha dovuto cedere il campo dopo aver sparso macerie durante il suo governo del Paese, semplicemente risponderei che si tratta di un governo formato da personalità della società civile, non condizionati da interessi di parte, chiamati al capezzale del letto dell’ammalato grave, reso in tale stato per mancanza d’idee, ma soprattutto per disinteresse del bene comune e per la mancanza di etica pubblica. Un nuovo governo che avrà l'appoggio di alcune forze politiche di questo stesso parlamento, il quale darà legittimità politica alle sue scelte, approvandole. Non un governo a tempo, come qualcuno vorrebbe, ma un governo che abbia a disposizione tutto il tempo necessario a portare la nave Italia in acque più tranquille, se necessario tutta l’intera legislatura che scade nel 2013. In Italia di fatto s'è già visto che in quest...

L'Europa che verrà

La crisi che stiamo vivendo e il risultato deludente dell'ultimo G-20 di Cannes, mi danno l'occasione per soffermarmi sul tema in oggetto. Ci sono state trasformazioni storiche istituzionali nella definizione di che cosa sia l'Europa oggi e cosa rappresenti per i suoi cittadini. Si sono modificate le sue dimensioni, laddove inizialmente l'Europa era stata un’unione ristretta tra i Paesi usciti dalla guerra e desiderosi di cooperare per la ripresa economica. Oggi l'Europa non è più solo questo, anzi le crisi, quale quella attuale, aprono prospettive di ulteriore crescita e definizione del processo politico europeo. L'Europa, osteggiata dalle forze nazionaliste e sostenuta dall’altra parte da “ideali nobili" che hanno coltivato il sogno di un continente dotato di una sua forza e autonomia politica, è oggi una necessità. Tanto se si vuole difendere le conquiste del modello sociale affermatosi nei diversi Stati, quanto se si vuole disporre ancora di difese...

Un piccolo passo verso l'integrazione europea

Consentitemi di frugare fra le pieghe degli avvenimenti in corso in ambito europeo per evidenziare alcune importanti iniziative che a mio parere appaiono positive, a prescindere da Chi li sta promuovendo, con il solo rammarico che l'Italia, uno dei Paesi fondatori dell'Unione Europea, oggi sta a guardare e per certi aspetti si accoda, mancando in questo momento un interlocutore all'altezza della situazione. Il patto di competitività proposto dalla Cancelliera Angela Merkel sembra un tentativo di Berlino di imporre le sue regole a tutta l'Europa. In realtà le sue conseguenze saranno l'avanzamento del federalismo e il rafforzamento della Commissione europea. Il piano franco-tedesco per un’Europa federale, noto ufficialmente come “patto per la competitività”, e un insieme di proposte presentato con orgoglio dal presidente Sarkozy e dalla cancelliera Merkel come la bozza di un “governo economico europeo”. Il patto armonizza sei aree molto controverse della politic...

Il discorso del Presidenze Napolitano alla Cerimonia di Inaugurazione dell'Anno Accademico del Collège d'Europe

E' con piena consapevolezza dell'onore accordatomi e dell'impegno richiestomi che ho accolto l'invito a prendere la parola in questa cerimonia di apertura dell'anno accademico 2011-2012 del Collège d'Europe. E' un onore al quale sono specialmente sensibile perché ho da lungo tempo appreso a riconoscere in questa istituzione uno dei punti di riferimento più alti per la formazione della coscienza europea nel suo continuo sviluppo. So quanti European Civil Servants si siano formati a Bruges nel segno di una rigorosa professionalità e di una assoluta indipendenza, associate al senso del limite e al rispetto della sfera delle decisioni politiche : e queste restano condizioni essenziali per l'autorevolezza e l'efficacia che le amministrazioni europee debbono mantenere ed accrescere. Secondo la tradizione, anche l'anno accademico che oggi ha inizio è dedicato a una figura di profilo universale e ad un cruciale campo d'interesse comune : per il 201...

La Turchia in Europa?

La Turchia è una società di 80 milioni di persone, vibrante di energia. Ha una classe imprenditoriale modernizzatrice, con infrastrutture solide e con un’agricoltura, un’industria e dei servizi turistici e aerei in pieno sviluppo. La crescita del suo Prodotto interno lordo (PIL) è da Paese asiatico. Tuttavia il deficit turco è raddoppiato negli ultimi 18 mesi. Il valore della lira turca è diminuito del 40 per cento nei confronti del dollaro; la disoccupazione è fissa al 13 per cento; gli investimenti in Siria sono per il momento perduti. Il premier turco Erdogan gode attualmente di straordinario successo di popolarità non solo nel mondo arabo per la sua abile politica di sfruttamento delle debolezze delle grandi potenze, isolamento di Israele eterno capro espiatorio per i propri problemi insoluti, impotenza delle Nazioni Unite. La storia naturalmente non si ripete ma l’ammonimento che troviamo nell’editoriale del New Herald Tribune di qualche settimana fa, è puntuale: “Erdogan ha di...

Considerazioni per una politica energetica europea

Quel che aspetta l’Italia e l’Europa nel prossimo futuro, oltre alla necessità di politiche coordinate a livello continentale, è il rischio di un sistema in cui, a dispetto del calo della domanda, il costo dell’energia resti elevatissimo per la crisi in atto in Europa e in America. Pochi mesi prima del crack di Lehman Brothers, il petrolio aveva raggiunto il prezzo di 147 dollari, e dopo il fallimento è sceso attorno ai 30. Alcuni ritengono che la "bolletta petrolifera" sia stata tra le cause della crisi. Prima dei timori sulla Grecia di quest'anno, il barile era salito nuovamente. L'ipotesi del collegamento tra petrolio e crisi sembra confermata. Infatti, oltre alla bolla speculativa in America, il prezzo del petrolio ha esercitato un impatto significativo sull'esplosione della crisi del 2008. A partire da dieci anni prima, il barile era salito da 18-19 dollari a quasi 150. La componente finanziaria ha esasperato le condizioni di crisi, e ha portato una forte...