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Riscoprire l'importanza del lavoro apprendendo dalla storia economica!

"Un certo capitalismo" miope, egoista e a corto di respiro, vive e prospera  utilizzando la disoccupazione strutturale per poter tener più bassi possibili i livelli delle retribuzioni, profittando della concorrenza al ribasso che si fanno tra loro i lavoratori per poter trovare un’occupazione. Ma in passato tale approccio non sempre ha avuto la meglio, perchè imprenditori lungimiranti hanno dato il giusto valore e riconoscimento al lavoro.  Nella storia dell’imprenditoria tutti conoscono Henry Ford, Adriano Olivetti, Thomas Edison, Soichiro Honda, Enrico Mattei, Torakusu Yamaha, Steve Jobs e nessuno, o quasi, conosce Andrew Carnegie, probabilmente il più grande tra tutti questi uomini d’impresa. E’ vissuto tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento e la sua grandezza è dovuta, non tanto alle dimensioni dell’impero (siamo nel settore dell’acciaio) che è stato capace di sviluppare partendo da zero, (era un semplice operaio quando pensò c...

Aspirare al futuro desiderando il passato?

In Europa quasi 120 milioni di persone sono a rischio povertà o esclusione sociale, ossia il 24,2 per cento della popolazione contro il 23,4  nel 2010 e il 23,5 nel 2008. Lo rende noto Eurostat in base ai dati 2011. Secondo l'istituto europeo di statistica, queste persone sono state confrontate, oltre al ''rischio di povertà, a privazioni importanti.  I più colpiti sono soprattutto i bulgari, dove quasi la metà della popolazione (49 per cento) sono vicini al diventare poveri, seguiti da romeni e lettoni (40%), poi lituani (33 per cento). Subito dopo seguono i greci, a quota 31 per cento (circa 3,4 milioni di persone) nel 2011, rispetto al 28,1 per cento del 2008. Gli spagnoli raggiungono una percentuale del 27 per cento era il 22,9 per cento nel 2008), il che significa 12,4 milioni di persone a rischio. I portoghesi segnano una percentuale (24,4 per cento) inferiore a quella degli spagnoli e in costante diminuzione dal 2008 (quando era al 26 per...

Qualche modesta ma fondata idea per uscire dalla crisi

Qualsiasi idea, proposta o auspicio che si possano desiderare e fare non si può prescindere dalla situazione economica e finanziaria in cui si trova l'Italia con i suoi obblighi e impegni nei confronti dell'Europa che sono: il pareggio di bilancio nel 2013, la riduzione del debito pubblico, che secondo il trattato di Maastricht dovrà avere come obiettivo il 60% del PIL, gli interessi che si devono pagare ogni anno sul debito che si aggirano intorno agli 80-90 miliardi di euro e la crisi economica che stiamo vivendo, con il tasso di disoccupazione giovanile che e' salito a ottobre al 36,5%, una classe media sempre più impoverita. Sul 2012 l'Ocse si attende un deficit-PIL italiano al 3 per cento, a fronte dell'1,7 per cento previsto sei mesi fa, mentre sul 2013 è atteso un 2,9 per cento e sul 2014 una risalita al 3,4 per cento, di nuovo al di sopra della soglia Maastricht. Sul debito pubblico è previsto un continuo ampliamento, al 127 per cento del PIL quest'an...

Qualche modesta ma fondata idea per uscire dalla crisi!

Qualsiasi idea, proposta o auspicio che si possano desiderare e fare non si può prescindere dalla situazione economica e finanziaria in cui si trova l'Italia con i suoi obblighi e impegni nei confronti dell'Europa che sono: il pareggio di bilancio nel 2013, la riduzione del debito pubblico, che secondo il trattato di Maastricht dovrà avere come obiettivo il 60% del PIL, gli interessi che si devono pagare ogni anno sul debito che si aggirano intorno agli 80-90 miliardi di euro e la crisi economica che stiamo vivendo, con il tasso di disoccupazione giovanile che e' salito a ottobre al 36,5%, una classe media sempre più impoverita. Sul 2012 l'Ocse si attende un deficit-PIL italiano al 3 per cento, a fronte dell'1,7 per cento previsto sei mesi fa, mentre sul 2013 è atteso un 2,9 per cento e sul 2014 una risalita al 3,4 per cento, di nuovo al di sopra della soglia Maastricht. Sul debito pubblico è previsto un continuo ampliamento, al 127 per cento del PIL quest'an...

Il caso Grecia, la Merkel e le elezioni in Germania.

Durante la sua recente visita in Francia il Presidente Napolitano, davanti all'Europa e al mondo, ha voluto ribadire che è impensabile avere la Grecia fuori dall'euro, che è stato e rimane una conquista da preservare ad ogni costo. E' necessario uno sforzo comune di solidarietà di tutti i Paesi europei affinché si superi la crisi che stiamo vivendo e subendo, senza poter dare il nostro contributo per uscirne, se non quello di accettare, i tanti sacrifici che ci vengono imposti, con giustificazioni di vario genere, a volte discutibilissime. Ma comincio a pensare che siamo davvero in mano, nella migliore delle ipotesi a degli incompetenti, nella peggiore ma non più peregrina, a degli egoisti incalliti che hanno dimenticato uno dei valori fondanti dell'Unione Europea, cioè la tanto depauperata "solidarietà". Al netto delle sempre più deliranti e incontrollate voci riguardo un’ulteriore dilazione dei tempi per la Grecia, affinché metta a posto i propri conti, ec...

EUROPA: risparmio e lavoro dalle fonti energetiche rinnovabili!

Il lancio di un piano europeo di sviluppo sostenibile per superare la crisi e le politiche di austerità rilanciando l'economia, l'occupazione e la ricerca; sarà un segno di lungimiranza se tale piano includa quello di una comune politica energetica, che dia priorità alla fonti energetiche rinnovabili. Il piano straordinario potrebbe essere finanziato con imposte europee che gravino sulla finanza e non sui cittadini, come la carbon tax e la tobin tax. Inoltre occorre un rilancio della democrazia europea avviando, da subito, un processo costituente che coinvolga i cittadini, i partiti, i sindacati e i movimenti al fine di ridare legittimità alle istituzioni europee e di portare a compimento il progetto degli Stati Uniti d'Europa. Attore di queste proposte deve essere in primo luogo il Parlamento Europeo che deve farsi attivo promotore. La crescita dei consumi mondiali di energia, dei relativi costi e dei preoccupanti impatti ambientali delle fonti energetiche fossili ha...

Stati Uniti d'America, quando potremo scrivere "Stati Uniti d'Europa"?

Questo è il discorso conclusivo di Barak Obama, dopo la sua riconferma a presidente degli Stati uniti d'America: "Credo che potremo mantenere la promessa dei padri fondatori. Che se sei disposto a lavorare duro, non importa che tu sia uomo o donna, bianco o nero, ricco o povero, vecchio o giovane, etero o omo, riuscirai a farcela in questo Paese e a vedere realizzato il tuo sogno. Siamo più di un insieme di stati democratici e repubblicani, siamo e resteremo gli Stati Uniti d'America, e se Dio vorrà dimostreremo di essere uniti e che possiamo lavorare insieme per costruire un futuro migliore". Siamo stati in tanti a tirare un sospiro di sollievo per la riconferma del Presidente Obama alla guida della prima potenza di questa terra; altri si sono contrariati, soprattutto coloro che nel recente passato hanno ostacolato la politica contro il sistema finanziario corrotto, contro gli egoismi e la speculazione selvaggia che hanno consentito all'1% della popolazione a...