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Salario minimo o reddito minimo garantito? Iniziativa a livello Italia o Europa?

Negli ultimi tempi, si dibatte, a volte strumentalmente, perché non si tiene conto della fonte di finanziamento di tali misure, se adottare un "salario minimo o un reddito minimo garantito", per far fronte alle gravi difficoltà economiche in cui versano molti cittadini in Italia. Inoltre si discute se tali misure devono essere assunte dai singoli Paesi o in ambito europeo e ciò è ovviamente è soprattutto legato alla disponibilità delle risorse finanziarie da stanziare. In ambito europeo, Philippe Van Parijs, parla di "reddito di cittadinanza", uno dei principi fondamentali indicati dal filosofo, ispiratore del "basic income" come misura universale e incondizionata a favore della persona. Il reddito non dev'essere un sussidio di povertà, non deve obbligare ad accettare qualunque lavoro, ma garantire dai ricatti e incentivare alla formazione o alla riqualificazione del cittadino. Ma quanto costa il reddito di cittadinanza? Secondo gli e...

Un bilancio europeo contro la stessa Europa.

L'8 febbraio, per la prima volta nella storia dell'Unione europea, i Capi di Stato europei hanno deciso di ridurre il bilancio dell'Unione europea per il periodo 2014-2020. Che bel segnale politico! Se la risposta alla crisi è l'Europa, perché poi proporre e programmare un bilancio così insignificante? In questo caso, non ci si deve stupire se si rafforza il populismo e il nazionalismo.  Risparmiare sul bilancio dell'Unione europea, non è la prova che l'Europa di Bruxelles è inefficace o inutile?   Così, fino al 2020, il budget sarà limitato a 260 euro l'anno pro capite nella UE, o 22 volte meno del budget dedicato al governo francese per i suoi abitanti (5690 €). Vogliamo anche ricordare che la politica agricola comune necessaria, che è la prima voce di bilancio, rappresenta ancora quasi il 40% dei fondi previsti per il periodo. Tuttavia, ciò che è messa in discussione, non è la somma spesa per la PAC o quella della coesione territoriale...

La nuova avventura ungherese.

Di fronte alla deriva autoritaria e nazionalista del governo di Viktor Orbán l’Europa non può rimanere indifferente. Una comunità di valori democratici condivisi ha l’obbligo di intervenire per tutelarli. Come per uscire da un incubo terribile, gli ungheresi finalmente  si sono svegliati. Lo spettacolo di decine di migliaia di ungheresi che hanno sfilato per le vie di Budapest contro l’entrata in vigore di una Costituzione che reputano antidemocratica rappresenta un serio monito per il primo ministro Viktor Orbán. Mai prima d’ora  l’opposizione era riuscita a portare in piazza abbastanza gente da farsi ascoltare, ma adesso c’è riuscita. C’è stata un’altra iniziativa degna di nota: tredici ex dissidenti ungheresi, alcuni dei quali furono con lo stesso Orbán i protagonisti della lotta contro il regime comunista, hanno firmato un appello nel quale fanno presente che “la società ungherese non è vittima solo  della crisi economica, ma anche del suo stesso governo”. Insieme a...

Un'altra iniziativa dei cittadini Europei per lo "sviluppo.

Si susseguono le iniziative dei cittadini europei per sollecitare le varie Commissioni a intervenire nei temi specifici da loro presentati. Dopo l'iniziativa che ha raccolto più di un milione di firme per invitare la Commissione a riaffermare che "l'acqua è un bene pubblico" e quello tale deve rimanere e quella sul reddito di cittadinanza, un'altra iniziativa dei cittadini per la raccolta di un milione di firme in almeno sette Paesi europei (L’ICE è un istituto di democrazia partecipativa previsto dall’art 11 del Trattato di Lisbona che consente a un milione di cittadini, di almeno 7 Paesi dell’UE, di presentare alla Commissione europea una proposta di legge di iniziativa popolare europea), è partita per sollecitare gli organi europei competenti a prendere iniziativa per lo sviluppo e l'occupazione.   Martin Schulz, presidente del Parlamento Europeo ha di recente dichiarato:  "Sono molto lieto che organizzazioni della società civile, abbiano deciso...

Quale soluzione al problema " Israelo - Palestinese"?

Sono in molti quelli che sostengono che non ci sarà mai uno Stato palestinese e ci sono ovvie ragioni che porterebbero a tale conclusione. La ragione principale sembra sia dovuta al fatto che  la colonizzazione  ha ormai superato il punto di non-ritorno. Ogni insediamento israeliano è un fatto compiuto dal quale difficilmente si torna indietro, e nessuna convivenza sarà mai possibile in Cisgiordania, per il troppo odio accumulato. Come potrebbero mai vivere i palestinesi di Gaza sotto la pena dell’embargo? Ma siamo sicuri che la soluzione “due popoli, due Stati” sia la via giusta? Si è anche ipotizzato la creazione di un unico Stato, ma anche questa via d'uscita è preclusa dalla realtà. Ci sono molti problemi e molti ostacoli per giungere a una tale soluzione, fra le quali quella legata al "fattore" popolazione. Come potrebbero accettare gli israeliani una tale soluzione consapevoli, fra tante altre ragioni, che nel tempo diventerebbero minoranza nei confronti dei pales...

Per una Comunità Europea dell'energia.

L'Europa deve affrontare diverse crisi principali: • una crisi energetica, con l'attività umana che sta consumando più risorse di quanto la natura può offrire; • una crisi ambientale, con il cambiamento climatico richiede un cambiamento radicale nel modo di produrre e consumare energia e • una crisi economica e finanziaria che limita la nostra capacità di trovare soluzioni in modo rapido. - II – L'Europa ha bisogno di una politica energetica comune al fine di garantire l'accesso ai suoi cittadini di energia a prezzi ragionevoli e stabili; per mantenere alla sua industria la competitività, promuovere lo sviluppo sostenibile e la transizione verso un società a basse emissioni di carbonio; e per garantire la sicurezza dell'approvvigionamento energetico per tutti gli europei. Tuttavia, queste crisi offrono anche opportunità. Lo sviluppo di fonti alternative di energia sostenibile e tecnologie "verdi", è la chiave per una nuova rivoluzion...

Gli otto punti del programma del PD e mie riflessioni

Vi inoltro una mail del PD, (sotto riportata), perchè penso sia importante fare conoscere a tutti Voi e far comprendere, gli sforzi che sta facendo questo partito e il suo Leader Bersani, per dare un governo al Paese e per la realizzazione di provvedimenti necessari a far ripartire l'economia, rinverdire la legalità smarrita in varie occasioni in questi ultimi anni e dare un futuro alle nuove generazioni. Sono diversi i punti in comune con il programma di Grillo e ciò avrebbe dovuto fare comprendere a questo irriducibile "comico" che è finito il tempo dei proclami ed è giunto quello dell'etica della responsabilità. E' tempo che Egli sia coerente e rispettoso, verso quegli elettori che l'hanno votato, chiedendogli di fatto di portare avanti le istanze da lui stesso gridate ai quattro venti, per la realizzazione  del suo programma. E' un'occasione storica che non potrà ripetersi in avvenire, anche perché  pr...