Post

Problema energetico - La necessità di un'azione a livello europeo per un nucleare pulito

Il nucleare pulito è quello delle centrali di IV generazione, di cui la Cina per prima al mondo, nel 2011 ne hai inaugurata una. Adesso molti Paesi hanno programmato la costruzione di centrali di questo tipo, ma l'Italia, è assente. Il risultato del referendum che ha detto no alle centrali nucleari ha sicuramente il suo peso e imbatto negativo sull'opinione pubblica, ma sono passati diversi anni da allora e il progresso tecnologico ha compiuto grandi passi nella direzione delle nuove centrali nucleari. La questione principale posta in gioco è se le attuali strutture a livello nazionale è sufficiente per rispondere a queste sfide sociali e cogliere queste opportunità, almeno all'interno di un arco di tempo sufficientemente rapido. Riunendo l’energia a breve termine così come l'energia a lungo termine, le sfide climatiche e tecnologiche possono essere difficilmente concepite senza un'ampia cooperazione, e senza una guida e un intervento pubblico. Nella ...

Quando finirà il gioco greco/germanico?

"Pianto antico" da non confondere con la bella e triste poesia di Giosuè Carducci, che incomincia: "l'albero a cui tendevi la pargoletta mano", è quello greco che ha teso la mano all'Unione Europea, rivendicando aiuti speciali, con un PIL pro capite secondo le statistiche,  uguale a quello del nostro sud, ma con un debito pubblico che è il 180% del PIL. Ma c'è anche il cosiddetto  "pianto greco"  che è una espressione antica e ci sono Paesi  più poveri di lei nell'U.E. che non si lamentano. Scendendo c'è il Portogallo, la Lituania, l'Estonia, la Polonia,  l'Ungheria, la Lettonia, la Croazia,  fino alla Romania e Bulgaria con un PIL pro capite meno della  metà di quello Greco. Dall'altra parte  nell'UE ci sono Paesi come il Lussemburgo, con un PIL Pro capite  dieci volte superiore a quello di  Romania e Bulgaria. Nell'UE con un PIL 5 volte superiore a quello di questi ultimi 2 Paesi, ce ne sono molti....

Conoscere l'Europa - Il futuro dell'Euro

La creazione della moneta unica col Trattato di Maastricht ha segnato un momento di svolta fondamentale nel processo di integrazione europea. Il primo decennio di vita dell’euro grazie ad un quadro internazionale di forte espansione dell’economia è riuscito a funzionare sulla base dei semplici parametri di stabilità (relativi in particolare al rapporto debito pubblico/PIL e al livello del deficit) che gli Stati si sono impegnati a rispettare sotto la debole supervisione della Commissione europea (nonostante il fatto che sia la Francia che la Germania, insieme ad altri Paesi della zona euro, abbiano in realtà sforato rispetto agli impegni previsti dal Patto, e che gli europei abbiano comunque pagato un prezzo elevato in termini di capacità di crescita economica, tanto che il divario rispetto agli Stati Uniti è tornato a crescere dopo decenni). L’Unione allargata a ventisette non ha voluto superare la sua dimensione confederale, lasciando intatta la sovranità degli Stati nazionali e qui...

un mercato unico dell'energia

Le projet de stratégie de marché unique numérique est nécessaire pour renforcer la confiance dans le monde en ligne, stimuler la croissance et protéger les droits des citoyens, des créateurs et des entreprises. Ce fût quelques-unes des premières réactions des présidents des trois commissions qui travailleront intensément sur la proposition de la Commission d'aujourd'hui. Cet après-midi et demain matin, les commissaires responsables discuteront de cette proposition avec les députés.   Jerzy Buzek (PPE, PL), président de la commission de l'industrie du Parlement européen, a déclaré: "Tout d'abord, pour que l'Europe retrouve son statut de chef de file mondial dans les TIC, les règles applicables au secteur des télécommunications doivent être mises à jour. Les bonnes conditions devront aussi être mises en place pour que l'industrie européenne fasse pleinement usage des technologies numériques et gère avec succès la transition vers l'indust...

Discorso del Presidente Giorgio Napolitano al Parlamento Europeo del 4 febbraio scorso.

Signor Presidente, caro amico, La ringrazio vivamente per la calorosa accoglienza riservatami e per le amichevoli espressioni di apprezzamento del mio impegno istituzionale al servizio dell'Italia e dell'Europa. Signori deputati, torno in quest'Aula a sette anni di distanza dall'omaggio che volli rendere al Parlamento europeo poco dopo la mia elezione a Presidente della Repubblica italiana e colgo oggi l'opportunità che mi è stata offerta dal vostro Presidente di rinnovare quell'omaggio, fondandolo su riflessioni scaturite dall'esperienza più recente vissuta da noi tutti. Nei sette anni trascorsi, la costruzione europea ha dovuto fronteggiare le prove più dure della sua storia. Si è spesso osservato che fin dagli inizi l'Europa comunitaria si sviluppò attraverso crisi via via insorte e poi superate, ma si trattò essenzialmente di crisi politiche nei rapporti tra Stati membri della Comunità; mai – come a partire dal 2008 – di crisi strut...

Il ruolo del mercato unico europeo di fronte alla crisi economica e il futuro dell'Europa.

Si intravede qualche squarcio di luce qua e là nel quadro economico europeo a pochi mesi dalla data delle elezioni europee del 23-25 maggio e la vera e genuina Europa che sta ancora lottando per superare il peggio della recessione economica e per ripristinare la crescita e l'occupazione, si prepara all'evento con una certa preoccupazione di fronte al convergere dei "Vichinghi" nel parlamento europeo, che porteranno nel loro bagaglio tanta demagogia, populismo e l'incapacità di guardare oltre le attuali difficoltà, derivanti principalmente dalla irresponsabile ingordigia finanziaria confezionata da "certi individui al di là dell'Atlantico". Manca a loro la visione storica di 70 anni di pace e prosperità tra i popoli europei  per poter dare il giusto peso ai "suoi valori" e a tutti i vantaggi che l'Unione Europea porta con sé. Il 17 gennaio 2012, Martin Schulz, è stato eletto presidente del Parlamento europeo ed è auspicabil...

EUROPA: "Più diritti e tutele per i consumatori europei".

Nel mese di dicembre 2013, nei 28 Stati membri dell'UE sono entrati in vigore nuovi diritti per i consumatori grazie ai quali i 570 milioni di europei potranno fare acquisti con più sicurezza, online o nei negozi. Le nuove regole stabiliscono un termine di 14 giorni per restituire la merce se, per qualsiasi ragione, si cambia idea dopo aver effettuato un acquisto online, per telefono o per corrispondenza. Il periodo di ripensamento si applica a tutta l'Unione europea. I commercianti devono poi restituire il denaro - incluse le spese di consegna - entro 14 giorni dalla cancellazione dell'ordine. I rivenditori che intendono addebitare ai clienti i costi della restituzione della merce in caso di ripensamento, devono specificarlo chiaramente e in anticipo.   Più trasparenza   I consumatori saranno protetti meglio anche quando annullano un acquisto effettuato a casa dopo la visita di un rivenditore o ad aste on-line.   Sarà vietato l'uso di case...